Estate in Sardegna 2026 - Diario di viaggio
Due camper, una famiglia allargata, quasi tutta la Sardegna davanti e un obiettivo molto semplice: trovare quel mare turchese, trasparente e possibilmente senza vento che, nella nostra immaginazione, rappresenta la Sardegna perfetta.
Naturalmente, come spesso accade nei viaggi dei Camperoni, il programma iniziale è durato più o meno il tempo necessario a sbarcare dal traghetto.
Abbiamo trovato il mare da cartolina, sì. Ma prima abbiamo incontrato pinete provvidenziali, kayak, ricci di mare, vento in quantità industriale, posidonia praticamente ovunque, onde da surf, strade strette da percorrere con il fiato sospeso, una cena indimenticabile in mezzo agli animali, un gallo con un senso dell'orario fin troppo preciso, tramonti da lasciare senza parole e perfino qualche chilometro di quella che, a bordo di un camper, abbiamo ribattezzato affettuosamente la Dakar dei Camperoni.
Questa è stata la nostra Sardegna 2026: un viaggio fatto di mare, spostamenti, sorprese, qualche dubbio esistenziale davanti a certe strade e una decisione finale abbastanza chiara.
Quando trovi il mare che ti piace, puoi anche attraversare di nuovo tutta l'isola per tornarci.
L'avventura comincia l'11 agosto.
I camper vengono caricati con la consueta procedura dei Camperoni: si parte con l'impressione di avere portato dietro tutto il necessario, più almeno altre tre cose che probabilmente non useremo mai, ma che “non si sa mai”. Seguono i controlli dell'ultimo minuto, quelli durante i quali il camper è già pronto, il motore è acceso e qualcuno continua a chiedere:
“Ma il caricabatterie l'abbiamo preso?”
Dopo aver verificato per la quarta volta le stesse cose, finalmente partiamo verso Livorno, dove il giorno seguente ci aspetta il traghetto per Olbia.
La prima sera decidiamo di iniziare la vacanza nel modo più serio possibile: sedendoci a tavola.
Ceniamo da Le Botteghe 2.0, in una posizione molto suggestiva lungo i canali di Livorno. Il posto ci piace, l'atmosfera è particolare e la cena è buona. Non la definiremmo memorabile, ma è comunque un piacevole inizio di viaggio: siamo ancora a terra, ma con la testa già dall'altra parte del mare.
Diciamo che è una cena da “siamo ufficialmente in vacanza”, anche se il giorno dopo ci aspetta ancora il traghetto e nessuno ha ancora visto una spiaggia.
🍴 Dove abbiamo mangiato
Le Botteghe 2.0 — Livorno
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La mattina del 12 agosto ci imbarchiamo con Moby verso Olbia.
Il traghetto è sempre una specie di limbo vacanziero: non sei più a casa, ma non sei ancora arrivato; hai già iniziato a rilassarti, però continui a controllare mentalmente se hai chiuso il gas del camper. Nel frattempo, tra una pausa e l'altra, il mare comincia a fare il suo lavoro e la Sardegna si avvicina.
Arriviamo nel tardo pomeriggio e non perdiamo tempo. Appena sbarcati iniziamo a scendere lungo la costa orientale, direzione Santa Maria Navarrese.
La nostra prima base è il Camping Solemar, a Tancau.
La prima cosa che notiamo è la pineta. E ad agosto, in Sardegna, una pineta ombreggiata non è semplicemente un dettaglio piacevole: è una vera infrastruttura strategica, quasi al livello dell'acqua potabile e dell'elettricità.
Il campeggio è fresco, ombreggiato e abbastanza comodo. Per raggiungere il mare basta attraversare la pineta e in pochi minuti ci troviamo sulla spiaggia.
La spiaggia davanti al campeggio è gradevole, anche se presenta parecchi ciottoli. Noi, ormai, abbiamo una posizione molto chiara sull'argomento: sabbia sotto i piedi, sempre. I ciottoli possono essere belli, scenografici e naturali, ma quando devi entrare in acqua con bambini, borse, ciabatte e dignità residua, la sabbia rimane imbattibile.
Il mare, comunque, è molto bello: limpido, pulito e piacevole. Non è ancora la Sardegna caraibica che abbiamo immaginato durante la prenotazione del traghetto, ma come prima tappa non possiamo davvero lamentarci.
🚐 Sosta Camperoni — 12/16 agosto
Camping Solemar — Tancau / Santa Maria Navarrese
Apri Camping Solemar su Park4Night
Giudizio Camperoni: ottima posizione, pineta fantastica con il caldo e mare facilmente raggiungibile. La spiaggia è piacevole, ma i ciottoli, per i nostri gusti, perdono nettamente contro la sabbia.
Nei giorni successivi iniziamo finalmente a vivere il mare con calma.
Il 13 e il 14 agosto prendiamo i kayak e ci dirigiamo verso l'isoletta davanti alla costa. Sono due giornate semplici, ma proprio per questo finiscono immediatamente tra i ricordi più belli del viaggio.
Allontanandoci dalla riva, il mare diventa sempre più trasparente. Sotto di noi vediamo pesci, ricci e fondali puliti. Ogni tanto ci fermiamo semplicemente a galleggiare, con quella sensazione molto particolare di essere in mezzo al mare ma senza la necessità di fare nulla.
Il kayak è perfetto per questo tipo di esplorazione: non fa rumore, non richiede grandi organizzazioni e permette di raggiungere angoli che dalla spiaggia sembrano lontani, ma che in realtà sono a portata di pagaiata.
Naturalmente, nel gruppo dei Camperoni, anche una semplice escursione in kayak comporta una certa dose di logistica: chi parte per primo, chi porta l'acqua, chi controlla i bambini, chi cerca gli occhiali da sole e chi, dopo dieci minuti, dichiara di avere già bisogno di una pausa.
Ma alla fine siamo tutti d'accordo: quelle ore in acqua sono esattamente il tipo di vacanza che cercavamo.
Rimaniamo al Solemar fino al 16 agosto, completando quattro giorni tranquilli, piacevoli e molto utili per entrare nel ritmo della Sardegna.
Il 16 agosto lasciamo Santa Maria Navarrese e continuiamo verso sud.
La destinazione è Porto Corallo, dove troviamo una delle sorprese più belle dell'intero viaggio: Bellavista Camper Service.
L'area ci conquista praticamente subito.
È organizzata, ordinata, efficiente e comoda. Si capisce immediatamente che è stata pensata da qualcuno che conosce davvero le esigenze di chi viaggia in camper: gli spazi sono gestibili, i servizi funzionano e tutto sembra avere un senso.
Per noi entra senza difficoltà nella categoria:
“una delle aree camper migliori mai trovate”.
E poi c'è la posizione. Siamo praticamente sulla spiaggia di Porto Corallo, quindi il camper diventa una base perfetta per alternare mare, doccia, pranzo, ombra e quella breve fase di riposo che nei viaggi con bambini dura mediamente sette minuti.
Il mare è molto bello e l'acqua piacevole. Per qualche ora sembra che la vacanza abbia trovato il suo equilibrio perfetto.
Poi arriva il vento.
All'inizio lo consideriamo una presenza passeggera. Una brezza, niente di più. Ma il vento sardo, quando decide di partecipare alla vacanza, non ama fare comparsate: si presenta, prende posto e rimane.
Insieme al vento iniziamo a vedere anche sempre più posidonia. Non è ancora un problema serio, ma sarà l'inizio di una lunga relazione che ci accompagnerà soprattutto lungo la costa occidentale.
🚐 Sosta Camperoni — 16/18 agosto
Bellavista Camper Service — Porto Corallo
Apri Bellavista Camper Service su Park4Night
Giudizio Camperoni: TOP. Una delle soste più organizzate, efficienti e comode mai utilizzate. Posizione eccellente e servizi davvero ben gestiti.
Il 18 agosto decidiamo che è arrivato il momento di andare a cercare il mare da cartolina.
Puntiamo quindi su Villasimius e sulla spiaggia di Simius.
La richiesta alla Sardegna è molto precisa:
acqua caraibica, sabbia chiara, niente vento, niente alghe e un mare nel quale poter restare per ore senza dover combattere contro gli elementi.
Arriviamo sulla spiaggia.
Guardiamo l'acqua.
Eccola.
Non serve aggiungere molto altro.
L'acqua è turchese, trasparente e calma. La sabbia è chiara. Non c'è vento. Non ci sono alghe. Il mare sembra quasi essere stato preparato apposta per noi, anche se probabilmente la Sardegna non sapeva del nostro arrivo.
Entriamo in acqua e, nel giro di pochi minuti, capiamo che questa sarà una delle giornate più belle della vacanza.
Non bisogna organizzare escursioni.
Non bisogna cercare parcheggi.
Non bisogna affrontare strade strette.
Non bisogna capire se il vento arriverà da nord o da sud.
Si sta in acqua.
Si esce.
Dopo cinque minuti si ha già voglia di rientrare.
I bambini sono felici, gli adulti pure e per una volta nessuno propone di “andare a vedere anche quell'altra spiaggia, che dicono sia bellissima”.
Simius conquista immediatamente il primo posto nella nostra classifica del mare sardo.
E, anche se ancora non lo sappiamo, quel primo posto rimarrà lì fino alla fine del viaggio.
Nel tardo pomeriggio lasciamo Villasimius e iniziamo a dirigerci verso ovest.
La giornata potrebbe già essere considerata perfetta, ma la Sardegna decide di aggiungere un altro ricordo importante.
Arriviamo all'Agriturismo Sa Reina.
Qui scopriamo che una cena può essere molto più di una cena.
Sa Reina è un'esperienza completa. L'ambiente è immerso nella realtà agricola della tenuta e mentre mangiamo attorno a noi si muovono animali di ogni tipo: mucche, gatti, cani, galline e galli.
Per i bambini è un parco divertimenti naturale.
Per gli adulti è una cena con intrattenimento incluso.
Ogni tanto qualcuno si interrompe per guardare un animale, indicare una gallina o controllare dove sia finito il gatto. In pratica, nessuno rimane seduto a tavola per troppo tempo senza avere qualcosa da osservare.
Poi arriva il cibo.
Tanto.
Tantissimo.
Quando diciamo “chilometro zero”, in questo caso forse stiamo esagerando con la distanza. Qui siamo più vicini al metro zero.
Le portate sono abbondanti, i prodotti sono genuini e il quantitativo complessivo mette seriamente alla prova anche i Camperoni più allenati. A un certo punto non sappiamo più se stiamo cenando o partecipando a una prova di resistenza gastronomica.
I proprietari sono gentilissimi, disponibili e simpatici. Ci permettono anche di rimanere a dormire con i camper fino alla mattina seguente.
Non è una vera area camper e non ci sono servizi dedicati, ma per una notte va benissimo. Dopo una cena così, l'unico servizio veramente indispensabile è un letto.
La mattina del 19 scopriamo però che l'agriturismo dispone anche di un sistema di sveglia biologico estremamente efficiente.
Ore 5:30.
COCORICÒ!
Il gallo non conosce il concetto di ferie, non rispetta il sonno dei vacanzieri e soprattutto non accetta richieste di posticipo.
Grazie gallo.
Precisissimo.
🍴 Dove abbiamo mangiato
Agriturismo Sa Reina — Masainas
Apri Sa Reina su Google Maps
Giudizio Camperoni: una delle esperienze più belle del viaggio. Da provare almeno una volta, possibilmente con una buona dose di appetito e senza aspettarsi di andare a dormire presto.
Salutato il gallo, il 19 agosto ci spostiamo verso la spiaggia e le dune di Is Solinas.
Il parcheggio è comodo e soprattutto siamo completamente al sole.
Questa volta, mentre noi guardiamo il mare, sul tetto del camper c'è qualcuno che si sta divertendo più di tutti:
i pannelli fotovoltaici.
Producono watt alla grande.
Finalmente anche loro hanno trovato la loro spiaggia ideale: niente ombra, niente alberi e sole pieno. Per loro è una giornata da dieci e lode.
Il mare ha un bellissimo colore turchese e, guardandolo da lontano, sembra promettere una giornata perfetta.
Potenzialmente sarebbe così.
Potenzialmente.
Perché il vento crea onde abbastanza importanti e rende il bagno molto meno piacevole, soprattutto per Sandrino e Zoettina. L'acqua è bella, ma il mare è agitato e la sabbia viene continuamente rimescolata.
Anche la posidonia comincia ad aumentare. Probabilmente il vento e le onde la spingono verso riva, trasformandola in una presenza sempre più evidente.
Per il kitesurf sarebbe una giornata fantastica.
Per stare a mollo rilassati, decisamente meno.
🚐 Sosta diurna Camperoni — Is Solinas
Apri la sosta di Is Solinas su Park4Night
Nel pomeriggio raggiungiamo Sant'Antioco e ci dirigiamo verso la spiaggia di Coaquaddus.
La spiaggia è più selvaggia rispetto alle precedenti e, naturalmente, ad agosto è pienissima. La Sardegna in alta stagione non ama lasciare troppo spazio libero: ogni parcheggio viene studiato, ogni centimetro di ombra viene conteso e ogni posto vicino al mare diventa immediatamente un premio.
Nonostante le dimensioni del nostro Zefiro Advance 265, riusciamo comunque a trovare parcheggio.
Trascorriamo un paio d'ore nella caletta mentre la luce comincia ad abbassarsi. L'acqua è freschissima rispetto a quella delle spiagge precedenti e molto limpida.
Coaquaddus è bella, davvero bella.
Il problema è che abbiamo ormai conosciuto Simius.
E dopo aver visto un mare perfetto, ogni altra spiaggia viene automaticamente sottoposta a un confronto ingiusto. Non è colpa sua: semplicemente, Simius ha alzato troppo l'asticella.
Prima del tramonto ripartiamo.
La destinazione per la notte è il Camping Spiaggia La Salina, a Calasetta, ma il momento più emozionante della serata arriva prima di raggiungere il campeggio.
Percorriamo la costa occidentale di Sant'Antioco su una strada bellissima dal punto di vista paesaggistico e decisamente meno bella dal punto di vista di chi deve guidarci sopra un camper.
La strada è stretta, tortuosa e impegnativa. Ogni curva richiede attenzione e ogni volta che compare un'auto in senso opposto parte il consueto balletto camperistico: chi si ferma, chi arretra, chi cerca il punto più largo e chi finge di essere perfettamente tranquillo.
Poi, quasi per caso, passiamo davanti al Nido dei Passeri circa un quarto d'ora prima del tramonto.
Ci fermiamo.
E lì tutto cambia.
Davanti a noi le scogliere scendono verso il mare con colori rosso-bruni. Il cielo è terso e il sole è un enorme disco dorato che lentamente diventa arancio, poi rosso fuoco.
Alle 20:15 circa scompare nel mare.
Per qualche minuto rimaniamo semplicemente a guardare.
Nessuno ha fretta di ripartire.
Nessuno controlla il telefono.
Nessuno parla troppo.
Tutta la tensione della strada viene completamente dimenticata. Il paesaggio è talmente bello che, per una volta, anche i Camperoni rimangono senza battute pronte.
Per noi è probabilmente lo scenario più bello di tutta la vacanza.
Forse uno dei più belli che ricordiamo in assoluto.
Tanta fatica per arrivarci, ma una ricompensa enorme.
🚐 Sosta Camperoni — Camping Spiaggia La Salina, Calasetta
Apri Camping Spiaggia La Salina su Park4Night
Il campeggio si rivela piacevole e la sua spiaggia suggestiva. Dopo il tramonto al Nido dei Passeri, arrivare finalmente a destinazione ha quasi il sapore di una seconda ricompensa.
Il 20 agosto ci concediamo una giornata più tranquilla.
La sera saliamo sulle biciclette e raggiungiamo il centro di Calasetta.
Il paese ci piace subito: case bianche e azzurre, stradine, atmosfera mediterranea e un porto piacevole da vivere con calma.
Naturalmente, pedalare fa consumare energia.
E quindi, per rigorose ragioni scientifiche, dobbiamo reintegrarla.
Ci fermiamo alla Gelateria Il Pinguino S.r.l., dove troviamo un gelato buonissimo. Dopo il gelato facciamo un giro al porto e poi rientriamo al campeggio.
Una serata semplice, senza grandi programmi, ma proprio per questo molto piacevole.
🍦 Dove abbiamo mangiato
Gelateria Il Pinguino — Calasetta
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Il 21 agosto puntiamo verso Masua e Porto Cauli.
L'idea iniziale sarebbe quella di trascorrere una giornata al mare, magari con qualche bagno rilassante.
Il mare, però, ha altri programmi.
Il vento è fortissimo e le onde sono enormi. Per noi adulti la situazione si trasforma rapidamente in puro divertimento: parte il bodysurfing.
Ci lasciamo trascinare dalle onde, torniamo indietro e ricominciamo. Ogni onda diventa una piccola sfida e, per qualche ora, torniamo bambini anche noi.
È una giornata divertentissima, ma il mare è oggettivamente impegnativo. Non è adatto ai bambini in quelle condizioni e anche per gli adulti serve prudenza e consapevolezza.
Inoltre troviamo ancora una volta moltissima posidonia.
Bellissima per giocare con le onde.
Molto meno invitante per chi vorrebbe semplicemente entrare in acqua, galleggiare e non essere spinto a riva insieme a un mucchio di alghe.
Nello stesso giorno ci spostiamo a Cala Domestica.
Arriviamo verso sera e troviamo l'area quasi deserta. Intorno c'è praticamente nulla: pochi servizi, poca connessione e pochissime distrazioni.
Ed è proprio questo il bello.
Dopo tanti spostamenti, trascorriamo una serata completamente immersi nella natura. Riusciamo ad arrivare sulla spiaggia in tempo per un piacevolissimo aperitivo al tramonto.
Il camper, parcheggiato in mezzo a quel paesaggio, sembra davvero una piccola casa ai confini del mondo.
Non ci sono negozi sotto casa, non c'è il rumore del traffico e il telefono decide finalmente di smettere di essere protagonista.
Per una sera, il massimo della tecnologia disponibile è il frigorifero del camper.
🚐 Sosta Camperoni — Cala Domestica
Apri Area Camper Cala Domestica su Park4Night
Giudizio Camperoni: essenziale e isolata. Il bello è proprio essere praticamente nel nulla. Se cercate servizi, comodità e connessione perfetta, non è questo il posto. Se invece volete staccare davvero, è una tappa molto suggestiva.
Il giorno successivo il mare è ancora mosso.
Meno violento rispetto a Masua, ma comunque lontano dal mare piatto che desideriamo. L'acqua è rimescolata dalle onde, la sabbia rimane in sospensione e in diversi punti compare ancora la posidonia.
Decidiamo allora di raggiungere la vicina Cala Lunga passando dalla scogliera.
La caletta è molto suggestiva e più sabbiosa. Il percorso, però, non è semplicissimo e richiede attenzione.
La parte più delicata arriva quando valutiamo il rientro a nuoto verso Cala Domestica. Con il mare nelle condizioni che abbiamo trovato, le correnti rendono il percorso impegnativo.
Per i bambini, assolutamente no.
Anche per gli adulti serve prudenza.
Ancora una volta l'ovest ci mostra paesaggi spettacolari, ma ci impedisce di goderci il mare nel modo più semplice e rilassato possibile.
È una costa bellissima da osservare, esplorare e fotografare, ma in quei giorni non è la costa ideale per chi vuole trascorrere ore in acqua senza fare altro.
Lasciamo Cala Domestica e raggiungiamo Buggerru.
Per pura coincidenza, quella sera il paese è in festa.
Troviamo bancarelle, musica, persone ovunque, vicoli illuminati e soprattutto gruppi folk e maschere tradizionali provenienti da varie parti della Sardegna.
Fra loro ci sono anche Mamuthones e Issohadores.
Passeggiare per il paese in mezzo alle maschere dà quasi la sensazione di fare un salto indietro nel tempo. Non era previsto, non lo avevamo cercato e proprio per questo ci sembra ancora più bello.
La serata è molto affollata e parecchio rumorosa, ma anche divertente e completamente inattesa.
Buggerru ci piace. Al di là della festa, ci sembra un paese interessante, con un'atmosfera autentica e una posizione che merita sicuramente una visita.
A volte i momenti migliori del viaggio sono proprio quelli che non erano scritti da nessuna parte.
Il 23 agosto puntiamo verso una delle tappe più celebri della Costa Verde:
Piscinas.
All'inizio il percorso è spettacolare. Mare, montagne e paesaggi selvaggi ci accompagnano lungo la strada.
Poi arrivano i tornanti.
Poi la strada si restringe.
Poi finisce l'asfalto.
E comincia la nostra Dakar personale.
Buche, polvere, sabbia e chilometri di sterrato. Procediamo pianissimo con il camper e in più di un momento iniziamo seriamente a domandarci se sia stata una buona idea.
Il paesaggio rimane meraviglioso, ma la strada richiede concentrazione. Ogni buca viene affrontata con la delicatezza di chi sta trasportando un vaso di cristallo, anche se dentro al camper ci sono piatti, bicchieri, giochi, pentole e probabilmente qualcosa che non abbiamo mai sistemato bene.
Dopo una decina di chilometri percorsi quasi trattenendo il respiro, finalmente arriviamo al parcheggio.
Siamo stanchi.
Il camper ha assunto una gradevole tonalità “polvere del deserto”.
E noi abbiamo già consumato una buona parte dell'energia che avevamo previsto di utilizzare in spiaggia.
🚐 Parcheggio Camperoni — Piscinas
Apri il parcheggio di Piscinas su Park4Night
Arriviamo sulla spiaggia e purtroppo troviamo ancora una volta esattamente ciò che speravamo di non trovare:
vento fortissimo e posidonia dappertutto.
Il mare rimane sorprendentemente limpido, ma rilassarsi è praticamente impossibile. Le onde sono importanti e soprattutto i piccoli non riescono a godersi il bagno.
Dopo tutta la fatica fatta per arrivare, siamo inevitabilmente delusi.
Le dune sono particolari e il paesaggio è selvaggio, ma nella giornata in cui l'abbiamo visitata il rapporto tra fatica per arrivare e soddisfazione una volta arrivati è decisamente negativo.
Dopo circa tre ore decidiamo di andarcene.
Piscinas divide i Camperoni dal resto del mondo.
Magari per qualcuno è un luogo imprescindibile.
Per noi, nelle condizioni in cui l'abbiamo trovato, non ne è valsa la pena.
Forse con il mare calmo e senza vento sarebbe stata un'altra storia. Ma noi possiamo raccontare soltanto quella che abbiamo vissuto.
Probabilmente Piscinas arriva anche nel momento sbagliato.
Da diversi giorni troviamo vento, mare mosso, correnti e posidonia. Abbiamo voglia di fare un bagno normale: lungo, tranquillo, rilassante, senza dover valutare la direzione delle onde prima di entrare.
Vogliamo semplicemente stare in acqua.
E così, invece di continuare verso nord, facciamo una scelta apparentemente assurda.
Guardiamo la Sardegna.
Guardiamo dove siamo.
Guardiamo dove si trova Villasimius.
E decidiamo:
TORNIAMO A SIMIUS!
Sì.
Attraversiamo di nuovo praticamente tutta la Sardegna.
Ma ormai abbiamo pochi giorni di vacanza e non abbiamo più voglia di continuare a inseguire spiagge che “bisogna vedere”.
Vogliamo tornare dove siamo stati bene.
In fondo, il camper serve anche a questo: a cambiare idea, a correggere la rotta e a trasformare un itinerario in una decisione presa davanti a una spiaggia con troppo vento.
La sera arriviamo nuovamente a Villasimius.
Questa volta ci sistemiamo nel parcheggio comunale di Via delle Palme, vicinissimo alla spiaggia.
Durante la nostra permanenza il costo è di 15 euro al giorno. Troviamo bagni e docce, ma niente elettricità e nessun vero servizio di carico e scarico.
Quando arriviamo, però, il parcheggio è praticamente vuoto.
Dopo la strada di Piscinas ci sembra un hotel a cinque stelle.
Il camper è finalmente fermo, il terreno è praticabile e nessuno deve più controllare se sotto le ruote ci sia una buca profonda mezzo metro.
🚐 Sosta Camperoni — Via delle Palme, Simius
Apri Via delle Palme su Park4Night
La sera andiamo a mangiare una pizza da Sa Morisca Ristorante Pizzeria.
La troviamo abbastanza cara, ma la pizza è buona. E dopo aver attraversato nuovamente la Sardegna per tornare a Simius siamo ormai disposti a perdonare quasi tutto.
🍕 Dove abbiamo mangiato
Sa Morisca — Villasimius
Apri Sa Morisca su Google Maps
Il programma del 24 agosto è semplicissimo.
Nessun programma.
Prendiamo lettini e ombrellone al Bagno Dal Capitano e decidiamo che l'unico trasferimento ammesso sarà quello dal lettino all'acqua e ritorno.
Il cielo non è completamente limpido come il 18 e il mare è leggermente più mosso, ma Simius continua a non deluderci.
L'acqua rimane trasparente, la sabbia è chiara e le onde sono soltanto increspate. Dopo la Costa Verde ci sembrano quasi una carezza.
Per una volta non dobbiamo cercare una spiaggia migliore, non dobbiamo spostarci e non dobbiamo controllare il meteo ogni mezz'ora.
Possiamo semplicemente stare lì.
Ed è ormai ufficiale:
Simius è il mare migliore trovato in tutta la nostra vacanza.
Il 25 agosto torna il caldo intenso e il mare si calma.
A quel punto possiamo dirlo senza esitazioni:
paradiso.
Facciamo bagni lunghissimi. L'acqua è trasparente, il colore del mare è esattamente quello che volevamo portare a casa dalla Sardegna e la sabbia è perfetta.
Finalmente non dobbiamo fare assolutamente niente per goderci il mare.
Dopo centinaia di chilometri, strade strette, sterrati, vento e onde, il finale che cercavamo è arrivato.
E la cosa più significativa è che siamo tornati apposta dall'altra parte dell'isola per trovarlo.
A volte il viaggio non consiste nel vedere più posti possbile.
A volte consiste nel capire quale posto ti è rimasto dentro e avere il coraggio di tornarci.
Nel pomeriggio del 25 dobbiamo però iniziare ad avvicinarci verso Olbia.
Il traghetto di ritorno è fissato per la mattina del 27 e non vogliamo arrivare all'imbarco con la stessa calma con cui affrontiamo normalmente le partenze, cioè quella calma che spesso si trasforma in una corsa contro il tempo con qualcuno che cerca i documenti e qualcun altro che chiede dove siano finite le chiavi.
Scegliamo quindi di trascorrere circa 24 ore al Parcheggio Auto/Camper Mare Blu, direttamente sulla spiaggia della Marina di Cardedu.
E arriva l'ultima grande sorpresa camperistica della vacanza.
Appena entriamo vediamo una cosa meravigliosa.
ERBA.
Prato verde.
Vero.
Quasi da campo da golf.
Dopo settimane di polvere, terra, foglie, paglia e soprattutto dopo Piscinas, parcheggiare il camper su un prato verde e pulito produce in noi una gioia probabilmente incomprensibile a chi non viaggia in camper.
Per noi, invece, è quasi un evento da fotografare.
L'area è molto comoda, con elettricità e servizi vicini. Ci sono anche due ristoranti o pizzerie raggiungibili a piedi, uno in una direzione e uno nell'altra.
E soprattutto davanti c'è la spiaggia.
🚐 Sosta Camperoni — Mare Blu, Marina di Cardedu
Apri Parcheggio Auto/Camper Mare Blu su Park4Night
Il mare è molto bello. Non è Simius, ma ormai abbiamo creato un parametro difficile da battere e qualsiasi altra spiaggia rischia di partire con un handicap.
Rimane comunque uno dei mari più piacevoli incontrati durante la vacanza.
Per essere una tappa scelta principalmente per spezzare il viaggio verso Olbia, si rivela invece un posto nel quale saremmo rimasti volentieri più a lungo.
La combinazione prato verde, mare vicino, servizi comodi e ristoranti raggiungibili a piedi è semplicemente perfetta per l'ultima tappa.
Una delle migliori sorprese dell'intero viaggio.
Il 26 agosto ci godiamo ancora Cardedu fino al tardo pomeriggio.
Poi arriva inevitabilmente il momento di chiudere i tendalini, sistemare tutto e cominciare l'ultimo trasferimento verso Olbia.
La partenza dal mare è sempre un momento strano. Da una parte sei ancora in vacanza, dall'altra hai già iniziato a fare mentalmente l'inventario delle cose da riporre.
Sedie.
Tavolino.
Giochi.
Ciabatte.
Caricabatterie.
Oggetti misteriosi comparsi nel camper durante il viaggio.
L'obiettivo è avvicinarci alla zona del porto durante la notte, così da essere già pronti per l'imbarco.
Il 27 agosto alle 10:00 ci aspetta il traghetto verso Livorno.
E mentre la Sardegna si allontana dietro di noi, probabilmente inizia già la parte più pericolosa di ogni viaggio dei Camperoni:
pensare al prossimo.
Alla fine questo viaggio ci ha mostrato almeno due Sardegne molto diverse.
L'ovest: la Sardegna spettacolare e selvaggia
Dal punto di vista paesaggistico, la costa occidentale ci ha regalato probabilmente le emozioni più forti.
Sant'Antioco.
Il Nido dei Passeri.
Masua.
Cala Domestica.
Buggerru.
La strada per Piscinas.
È una Sardegna più dura, selvaggia e aspra.
Ed è bellissima.
Ma nelle giornate in cui l'abbiamo attraversata ci ha mostrato anche il lato meno semplice del viaggio in camper: strade strette, sterrati impegnativi, vento fortissimo, correnti, onde e tantissima posidonia.
L'abbiamo ammirata più di quanto siamo riusciti a viverla in acqua.
Il sud-est: la Sardegna del mare che cercavamo
Villasimius, invece, ci ha regalato esattamente ciò che avevamo immaginato prima di partire.
E soprattutto lo ha fatto a Simius.
Talmente tanto che, arrivati ormai sulla Costa Verde, abbiamo deciso di fare centinaia di chilometri pur di tornarci.
Questo forse è anche il piccolo insegnamento del viaggio.
Non sempre bisogna continuare soltanto perché l'itinerario dice di andare avanti.
A volte bisogna smettere di visitare i posti che “bisogna vedere” e tornare semplicemente nel luogo nel quale si è stati felici.
🌊 Il podio del mare
🥇 1° — SIMIUS
Nessuna discussione.
Il 18 agosto ci ha mostrato il suo volto migliore: mare calmissimo, acqua trasparente, sabbia chiara e praticamente nessuna voglia di tornare sulla terraferma.
Il 24 e soprattutto il 25 hanno confermato il verdetto.
Il nostro mare più bello della vacanza.
Voto Camperoni: 10/10
🥈 2° — MARINA DI CARDEDU
La sorpresa finale.
Acqua molto bella, spiaggia lunga e una sosta camper talmente comoda da rendere tutto ancora più piacevole.
Voto Camperoni: 9/10
🥉 3° — PORTO CORALLO
Bellissima acqua e una spiaggia molto piacevole, abbinata a una sosta camper eccezionale.
Il vento e la posidonia trovati durante il nostro soggiorno le fanno perdere qualche punto.
Voto Camperoni: 8,5/10
🥇 1° — IL TRAMONTO AL NIDO DEI PASSERI
Probabilmente l'immagine più bella dell'intera vacanza.
Scogliere rosso-brune, cielo terso e un enorme sole arancione che lentamente diventa rosso fuoco prima di scomparire nel mare.
La fotografia mentale della nostra Sardegna.
🥈 2° — SA REINA
Una cena diventata esperienza.
Gli animali, i bambini, il cibo a “metro zero”, l'accoglienza dei proprietari e naturalmente lui:
il gallo delle 5:30.
🥉 3° — BUGGERRU IN FESTA
Una sorpresa completa.
Pensavamo di passare semplicemente una sera in paese e ci siamo trovati nel mezzo di una festa popolare con maschere e gruppi tradizionali provenienti da tutta l'isola.
🥇 1° — BELLAVISTA CAMPER SERVICE
Porto Corallo.
Per noi una delle soste camper più efficienti, organizzate e piacevoli mai trovate.
🥈 2° — MARE BLU
Cardedu.
Comoda, sul mare e soprattutto...
PRATO VERDE!
Dopo Piscinas questo particolare vale almeno mezzo punto aggiuntivo.
🥉 3° — CAMPING SOLEMAR
Tancau / Santa Maria Navarrese.
La sua arma segreta è la pineta.
Ad agosto, una pineta così fresca vale oro.
🥇 1° — SA REINA
Vince senza discussione.
Non soltanto per il cibo, ma per l'esperienza completa.
Uno dei ricordi che rimarranno maggiormente legati al viaggio.
🥈 2° — GELATERIA IL PINGUINO
Calasetta.
Il premio perfetto dopo una passeggiata serale in bicicletta.
🥉 3° — SA MORISCA
Villasimius.
Cara, sì.
Ma una buona pizza dopo la nostra traversata della Sardegna per tornare a Simius aveva comunque un sapore particolare.
PISCINAS
Vince per distacco.
La strada più impegnativa della vacanza, chilometri di sterrato, polvere ovunque e parecchi momenti passati a chiederci se il nostro camper fosse davvero felice della decisione.
Una volta arrivati:
vento.
Posidonia.
Mare troppo agitato per rilassarsi.
Tre ore dopo eravamo già nuovamente in viaggio.
Forse Piscinas con il mare calmo e senza vento ci avrebbe raccontato tutta un'altra storia.
Ma noi possiamo raccontare soltanto quella che abbiamo vissuto.
Se dovessimo scegliere un'immagine, probabilmente sarebbe il tramonto al Nido dei Passeri.
Se dovessimo scegliere un'esperienza, sarebbe la serata a Sa Reina.
Se dovessimo scegliere una sosta camper, Bellavista sarebbe difficilissima da battere.
Ma se qualcuno domani mattina ci chiedesse:
«In quale mare della vostra Sardegna vorreste rituffarvi adesso?»
la risposta sarebbe immediata.
SIMIUS.
Siamo partiti cercando il mare perfetto.
Abbiamo percorso centinaia di chilometri.
Quando finalmente lo abbiamo trovato, siamo andati avanti.
E qualche giorno dopo abbiamo attraversato nuovamente l'isola per tornarci.
Forse non esiste modo migliore per decretare un vincitore.
Inverno sul mare
Ci sono viaggi che nascono da un programma.
E poi ci sono quelli che nascono da un desiderio semplice: vedere il mare a febbraio.
Abbiamo rimesso in moto il camper con una meta leggera: Marina di Pisa, il Carnevale, una notte sotto la Torre, e poi su verso Levanto e le Cinque Terre. Pochi chilometri, ma pieni.
🌊 Marina di Pisa – Il mare d’inverno
Arrivare a Marina di Pisa a febbraio significa trovare un mare diverso. Niente ombrelloni, niente confusione. Solo vento, luce bassa e quell’odore salmastro che sembra più intenso quando l’aria è fredda.
Il Carnevale porta colore in mezzo ai toni grigi dell’inverno. Maschere, bambini, coriandoli che il vento spinge fino alla spiaggia. È un contrasto bellissimo: il mare serio, il cielo ampio, e maschere che passano lente, quasi sospese.
La sera, il camper diventa rifugio. Luci calde dentro, buio fuori. Il rumore del mare in lontananza. È in quei momenti che capisci perché viaggiare anche fuori stagione ha un senso diverso.
🗼 Pisa di notte – La Torre che non dorme
Una notte per lei. La Torre Pendente vista al buio è qualcosa di completamente diverso rispetto alle fotografie diurne. Senza la folla, senza pose forzate, resta solo la pietra illuminata e il silenzio della piazza.
Camminare lì con pochi passi attorno cambia la prospettiva. Non è più un monumento, è una presenza. Un equilibrio fragile che dura da secoli.
E poi di nuovo in camper, parcheggiati poco lontano, con quella sensazione rara di aver visto qualcosa senza rumore attorno.
🚐 Verso Levanto – La salita lenta
Lasciata Pisa, la strada comincia a salire verso Levanto. Curve, scorci di mare, tratti di luce improvvisa. È un percorso da fare senza fretta.
Arrivati a Levanto, abbiamo trovato un luogo che è stato non solo una sosta, ma una vera parentesi di viaggio: il fantastico Camping Acqua Dolce. Un campeggio perfetto per chi viaggia in camper anche fuori stagione, con piazzole spaziose, servizi curati e un’atmosfera sorprendentemente accogliente, tra verde, profumo di mare e quel senso di calma che riesce ad accompagnarti anche nei giorni di vento invernale.
Levanto è il punto di respiro prima delle Cinque Terre: spiaggia ampia, luce chiara, ritmo lento. Il Camping Acqua Dolce ci ha accolto come un punto fermo, un posto dove ritrovare ordine e respiro prima di ripartire verso i borghi liguri.
🌅 Cinque Terre – Scogliere e vertigine
Riomaggiore e Manarola in inverno hanno un altro volto. Colori più morbidi. Meno gente. Più vento.
Le scogliere sembrano ancora più verticali, il mare più profondo. Camminare sui sentieri sospesi sopra l’acqua a febbraio è quasi un esercizio di ascolto: il passo si fa attento, lo sguardo resta lungo.
Non c’è frenesia di “vedere tutto”. C’è il piacere di restare fermi a guardare.
Manarola al tramonto è silenzio e pietra. Riomaggiore è scala, dislivello, case che si tengono strette.
Ogni borgo è un equilibrio, come la Torre. Solo che qui l’equilibrio è tra terra e mare.
E poi un momento che resta anche nel gusto: le fantastiche trofie al pesto de La Regina di Manarola. Semplici, autentiche, perfette dopo una giornata di vento e sentieri sospesi sul mare. Anche questo è viaggio.
🕰️ 18 febbraio – Il momento del ritorno
Arriva sempre. Il momento in cui si chiude la porta del camper e si gira la chiave verso casa. Non è una fuga che finisce. È un viaggio breve che lascia qualcosa di stabile.
Marina di Pisa con il Carnevale nel vento.
La Torre nel silenzio notturno.
Levanto e le scogliere delle Cinque Terre sotto il cielo invernale.
Pochi giorni. Ma abbastanza per ricordarsi che il tempo, se lo attraversi piano, resta.